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In passato le rifiniture dei tessuti erano considerate un imprescindibile punto di fascino dei capi d’abbigliamento, che si parli di Rinascimento o del 17° secolo. Fra queste il merletto, che per la sua lavorazione esige maestranze che ne conoscano l’arte e la portino avanti con meticolosa pazienza e accurata manualità.

Per Sabine Halm il merletto è parte del dna di famiglia. Il suo laboratorio Madrigal B è annoverato fra gli Atelier d’Art di Francia e, con i suoi pezzi d’artigianato, prende parte ogni anno alle Giornate Europee dei Mestieri d’Arte.

Nativa del territorio d’oltremare francese della Nuova Caledonia, Sabine inizia la sua seconda vita in Francia dove riscopre la tradizione dei suoi antenati e, spinta dal fiero orgoglio di rivivere le tradizioni dei propri avi provenienti dal nord del paese, apprende con avidità questa maestria fra il 2005 ed il 2016.

“E’ un know-how ancestrale che porto con me, come una forza che sento dentro di me e che scaturisce fuori”, racconta la textile designer. La sua tecnica di annodatura, una via di mezzo fra il merletto a tombolo e il merletto ad ago, è il classico tocco finale per lo scollo o per le maniche di abiti cerimoniali e con Sabine esplora nuovi orizzonti.

La sua inventiva nel realizzare sculture in merletto non è scandita dal susseguirsi di tappe vere e proprie, come accade invece quando crea un lavoro più rigoroso per un accessorio o un tessuto, partendo piuttosto da un’idea che è solo uno spunto per poi farsi trasportare dalle mani che si esprimono sapientemente con l’uso di tre diverse tecniche da lei padroneggiate: filatura, ricamo e merletto.

Un processo del tutto emozionale, come lei stessa ha dichiarato, che si riversa nelle sue creazioni rispecchiando l’interiorità e il vissuto della stessa Sabine che dunque si esprime attraverso di esse.

E nel 2016, dopo essersi circondata di persone con quella forma mentis necessaria per essere parte di questo nuovo percorso, Sabine Halm decide di far rivivere il savoir faire di famiglia dando vita all’atelier Madrigal B in Saint-Sulpice-les-feuilles nella regione francese di Limosino.

Sabine ha una gestualità precisa e un’immaginazione esuberante che prende a prestito da epoche diverse, sebbene la principale e inconscia fonte d’ispirazione resti l’universo sottomarino della sua terra d’origine, con stelle di mare e anemoni che sovente guidano la sua fantasia sia nelle sculture sia nei nomi scelti per identificarle.

Il movimento delle forme resta il pilastro portante attorno al quale ruota il suo linguaggio, il punto fermo che la guida e la intriga più di ogni altra sorgente d’ispirazione.

Sabine crede fermamente nell’importanza di dar vita a qualcosa di valore nell’epoca dell’effimero consumismo. E’ stata recentemente insignita del premio nella categoria héritage nella competizione per la Nuova Aquitania fra gli Atelier d’Art di Francia.

a cura di Caterina Gigli

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