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Abbiamo viaggiato tanto per mare, ma mai come in questo periodo di calma e tranquillità a bordo abbiamo avuto la possibilità di incontrare e parlare con le persone che a bordo lavorano, scoprire la loro professionalità in modo approfondito, e non solo per la targa che da “turista passeggero” si legge sulla giacca ufficiale! Una di queste figure è il commissario di bordo (chief purser), che esiste solo sulle navi passeggeri, dove viene chiamato anche hotel director o hotel manager. Il capo commissario di bordo è a guida della più grande sezione a bordo della nave passeggeri, ossia la parte alberghiera che in media conta circa il 75% dell’equipaggio.

E’ vero del resto che da una vacanza di tipo elitario, la crociera si è trasformata nel tempo in una vacanza destinata a un pubblico molto più ampio, questo ha influenzato anche l’evoluzione nella costruzione delle navi. E in particolare quella dei cantieri italiani, considerati all’avanguardia a livello mondiale. E così al giorno d’oggi le grandi navi da crociera possono trasportare fino a 6.000 passeggeri, il che comporta un equipaggio composto da almeno 2.000 marittimi. In generale il commissario di bordo è il responsabile della logistica e dei servizi alberghieri di una navecoordina il personale e gestisce le richieste dei passeggeri. È senza dubbio uno dei lavori più affascinanti sulle navi da crociera. Ma è anche complesso.

In uno delle nostre ultime tratte, alla scoperta della flotta Grimaldi e dei viaggi attraverso l’Italia via mare, abbiamo avuto modo di incontrarne alcuni, in carriera su queste navi, e anche se la figura del classico direttore di albergo è normalmente equamente distribuita tra uomini e donne, abbiamo voluto dare risalto alla figura femminile, che con la divisa da Crociera ha un fascino tutto particolare, senza nulla togliere al personale di bordo che alle nostre generazioni ricorda sempre un po’, in qualche modo, la famosa serie televisiva Love Boat!

Abbiamo incontrato a bordo di una delle navi Grimaldi Lines in viaggio tra Livorno e Palermo, Mariangela Lepore, 27 anni, Commissario di Bordo, che ci ha raccontato la sua esperienza, la sua passione, la sua vita in viaggio. Chiacchieriamo nel suo ufficio di bordo, anche se è difficile trovarla ferma alla scrivania, il suo ruolo impone presenza alla Reception, controllo ai ristoranti e in cucina, coordinamento continuo: “Io mi occupo della sezione hotel della Grimaldi, in questo caso del Cruise Smeralda. Mi occupo della sezione di camera e della cucina, sono quindi l’addetta alla sezione hotel sia per quanto riguarda i passeggeri che l’equipaggio. Tutte le attività che di norma a terra fa un Direttore di albergo, ecco sulla nave sono gestite dal Commissario di Bordo insieme ai capo servizi”.

Mariangela Lepore arriva dalla formazione alberghiera, sezione turismo con laurea in lingue. Il desiderio di lavorare sulle navi arriva da lontano, da quando era una bambina, quindi dopo la laurea ha subito fatto richiesta per questo tipo di lavoro, e la Grimaldi le ha dato la possibilità di esprimersi al meglio! Unica del suo corso alberghiero a scegliere il settore nautico.

“Mi piace quello che faccio, lo faccio con passione, è il mio sogno da bambina”, sono le frasi che durante la nostra chiacchierata sento ripetere spesso, e le esprime con una piena sincerità di sguardo, con quella purezza che passa attraverso gli occhi che le sorridono, nonostante il sorriso vero sia coperto dalla mascherina. E non tocchiamo nemmeno l’argomento di genere femminile o maschile, perché con la passione mette a tacere ogni curiosità sull’eventuale difficoltà per una donna a stare lontano da casa a lungo e a vivere su una nave. E’ la sua scelta, la porta avanti con coraggio, professionalità e desiderio di crescere. “Un commissario di bordo non solo deve avere attitudine al comando. Deve anche saper organizzare, comunicare, coinvolgere il personale, gestir il servizio alberghiero della nave, piccola o grande ce sia. Deve controllare che l’equipaggio rispetti le regole ed eseguire l procedure di sicurezza. Deve evitare lo spreco di risorse, assumendosi rischi e responsabilità, puntando al risultato”. In effetti tutte doti “senza genere” nel senso che valgono tanto per un uomo quanto per una donna, e a bordo vige la gerarchia “di divisa”, occorre darsi da fare per dimostrare quanto si vale. Tutto qui.

“Non riesco a vedermi fuori da una nave” la sua dichiarazione quando mi racconta dei tempi di lavoro, in media 100 giorni di navigazione continuativi intervallati da un periodo di riposo tra i 40 e i 60 giorni a casa. Questi giorni di riposo a terra le bastano e le sono sufficienti per vivere i suoi affetti, ma la sua vita, quella vera, è a bordo. E a bordo si crea una famiglia, sempre nel rispetto della gerarchia, ma si vive a stretto contatto per lungo tempo, quindi il desiderio è giustamente quello di vivere bene e in modo sereno e professionale. La sua vita è a bordo, dicevamo. E lo è anche in questo difficile periodo legato alla pandemia, nel quale l’obiettivo è soprattutto quello di far vivere ancora con maggiore tranquillità il viaggio ai passeggeri, quasi esclusivamente viaggiatori per lavoro, più raramente turisti o famiglie con bimbi. Non si hanno i servizi di sempre, casinò chiuso, sale giochi e piscine no accessibili, e la loro attenzione è rivolta a norme rigide di pulizia, disinfettazione e rispetto delle regole di distanziamento e di utilizzo mascherina.

La speranza ovviamente è quella di tornare a vivere una situazione turistica normale, perché la vita di bordo ha il suo fascino dato dal mare, ma come Direttore di albergo, il piacere arriva dal contatto con la clientela e con le sue esigenze, con quel mondo che permette di arricchire le proprie conoscenze e mettersi sempre alla prova, rendendo piacevole anche solo una piccola parte di un viaggio di una persona.

E se vi dovesse capitare di viaggiare sulla Grimaldi Cruise Smeralda, andate in reception, chiedete della Commissaria Lepore e fatevi raccontare della sua passione. Vi verrà voglia, se già non l’avete, di restare a bordo, viaggiare a lungo e farvi coccolare dai servizi di crociera!

Articolo a cura di Nadia Toppino

Food, Wine & Hospitality Consultant

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