loader image

Chiudete gli occhi, immaginate… questa volta non vi dirò dove vi voglio portare, perché in fondo, il luogo non è importante, ciò che conta è ciò che c’è ma, soprattutto, chi c’è in quel luogo. Vi voglio portare in un luogo magico, potrebbe essere l’interno di un palazzo veneziano che si affaccia sul Canal Grande, oppure il salone riccamente decorato di un castello nascosto nella campagna del Monferrato o ancora, l’interno di una villa borbonica nel “Miglio d’oro” tra Napoli e Portici.

In quel luogo, preparerò una cena per festeggiare la vita, gli amici, la luce, la famiglia e l’amore, aspettando il Natale. Mai come ora, dobbiamo essere amorevoli e indulgenti nei nostri confronti, concedendoci attenzioni, tempo e passione per vivere qualche momento di gioiosa serenità. Ne abbiamo bisogno per guardare al futuro con fiducia e ottimismo.

Il luogo che ho scelto è quasi uno scrigno, ricco di oro e di specchi, un luogo prezioso… che sia una villa, un castello o un palazzo, è prima di tutto, una casa ed è il luogo dove vi aspetto per accogliervi alla mia tavola, preparata con cura, ma, soprattutto, con creatività. Oro per le tovaglie, che vestono i tavoli disposti nel salone di ricevimento e sul lungo tavolo imperiale nella sala da pranzo.

La decorazione mescola ancora tocchi d’oro, ma è qui che entra in gioco il punto di rottura, quello che, dal mio punto di vista, non deve mai mancare, perché sono i contrasti a dare valore reciprocamente alle componenti dell’insieme. Oro quindi, ma non solo. Oro per i sourtotut, ispirati a quelli che nel ‘700 erano vere e proprie architetture da tavola, che simulavano, con specchi d’argento e decorazioni in metalli dorati, i parterre dei giardini all’italiana o alla francese. Potevano anche essere in porcellana e, in questo caso, erano resi più preziosi dalla presenza di piccole statuine che riproducevano figure in abiti di gala, putti o anche piccole anfore.

I sourtorut venivano completati con decorazioni floreali che spesso erano delle vere e proprie miniature di minuscoli fiorellini e foglioline, che simulavano i veri giardini. Per questa tavola sono ricolmi di tenere punte di abete, rami di roselline e profumatissimi giacinti di colore bianco. Legni intrecciati invece, ed ecco il punto di rottura di cui parlavo, per realizzare alcune ghirlande e le strutture coniche che simulano la forma degli alberi di Natale.

Ho usato le ghirlande, appoggiandole sui tavoli, per poter mettere al centro candele e piccole composizioni di fiori, mentre ho appoggiato i coni di legni intrecciati, sui tavoli rotondi e al centro, sul tavolo imperiale. Per decorare queste strutture, ecco fare la loro comparsa fiori diversi, sono tulipani che ben si prestano, con la loro morbidezza, a seguire gli intrecci dei legni, tra i quali si infilano.

La luce è quella delle candele, almeno fino a che tutti voi, miei ospiti, non sarete seduti e avrete potuto godere dell’immagine del tavolo, alla calda e intima luce, che solo le candele possono creare. Un segreto è di usare bicchieri d’oro per contenerle, in questo modo gli effetti della luce saranno ancor più sorprendenti.

Infine, un tocco di grazie e bellezza per regalare ad ognuno di voi un ricordo di questa sera. Ho cercato fregi antichi, frammenti di decorazioni e di cornici, purché tutti in legno dorato e li ho disposti sui piatti, legandoli con un semplice nastro bianco e un fermaglio dorato. Accanto ad ognuno troverete il vostro nome. Benvenuti miei cari amici, vi auguro ore felici e un meraviglioso Natale dorato.

A cura di Angelo Garini

Architetto – Emotion Designer

New Report

Close

Log in with your credentials

or    

Forgot your details?

Create Account